PROGRAMMA INTERVENTI


Il cinema di prossimità: privato, amatoriale, sperimentale e d’artista

Spazio contemporaneo “Carlo Talamucci” – sabato 16//ore 10:15

Ilaria Pezone//Luigi Erba

Attraverso un dialogo con Luigi Erba, verrà presentato il volume di Ilaria Pezone, edito da Falsopiano, da cui trae spunto la rassegna proposta dal concorso cortometraggi amatoriali di quest’anno, corredato da brevi estratti di film di prossimità. Saranno inoltre proiettati un paio di lavori inerenti al cinema di prossimità (Francesco Ballo con “Di Ritorno”, 10′, e Michelangelo Buffa con “La donna perduta” ,10′)
Il libro definisce il Cinema di prossimità, ridisegnando quelli che sono i confini di categorie critiche superate e confezionando una sorta di primo dizionario di filmmakers e di film persi nell’oblio perché, in molti casi, mai distribuiti.
Sarà possibile avvicinarsi, quindi, al concetto di cinema di prossimità, idea che raccoglie in sé esperienze solo apparentemente lontane, come il cinema privato e quello underground, tracciando un percorso trasversale che unisca cinema familiare e cinema sperimentale. Un’analisi che comprende documentari, opere di finzione, opere d’arte e home movies.


Deliri Multivisivi

Spazio contemporaneo “Carlo Talamucci” – sabato 16//ore 11:45

Giacomo Cicciotti

Deliri multivisivi vuole essere un momento di analisi “fuori dai denti” di alcuni aspetti fondamentali necessari per la realizzazione di un audiovisivo che possa emozionare.

Argomento, durata, tecnica di ripresa sono aspetti importanti, spesso ci assorbono molte delle energie economiche e fisiche agli altri ciò che abbiamo dentro di noi dobbiamo mettere in pratica alcuni concetti fondamentali. Li scopriremo insieme.che abbiamo a disposizione.

Per essere sicuri di trasmettere


Donne multivisionarie

Spazio contemporaneo “Carlo Talamucci” – sabato 16//ore 14:15

Francesca Gernetti//Diana Belsagrio//Sandra Zagolin

In principio fu il diaporama: carousel di diapositive, centraline a impulsi, proiettori, un’audiocassetta… la sincronizzazione di immagini e musiche era un’operazione tecnicamente piuttosto complessa, coronata però dalla magia della proiezione al pubblico sul telo. Poi venne l’audiovisivo fotografico: la tecnologia digitale aveva iniziato ad ampliare le potenzialità creative negli effetti visivi e sonori della programmazione, fino agli esperimenti più creativi di multivisione e videoarte: ora la fruizione è per lo più individuale sui propri dispositivi, ma anche pubblica su schermi e maxischermi.
In tutti questi anni i soggetti degli audiovisivi si sono ampliati moltissimo: ai reportage di viaggio in luoghi lontani si sono aggiunti racconti ambientati negli spazi della nostra quotidianità, ricostruzioni storiche, ritratti di personaggi, argomenti sociali privati e pubblici, illustrazioni di poesie e canzoni, storie di fantasia, idee astratte… e tutto ciò che immaginazione e creatività possono tradurre in drammaturgia audiovisiva.

Moltissimi fotografi hanno scelto di esprimersi in questa forma d’arte così affascinante: alcuni continuano a farlo fin dall’analogico, altri vi si sono avvicinati più recentemente. Il censimento stilato da Fabrizio Barbanti conta, solo in Italia, più di 1.500 tra autori continuativi e occasionali, per diverse migliaia di opere note! Ebbene, in questo panorama fotoamatoriale così fervido di produzioni, c’è un dato che salta all’occhio: le autrici sono davvero poche rispetto agli autori, circa un quinto. Lo erano in passato, lo sono tuttora, seppure in aumento. E la proporzione è più o meno la stessa ovunque la si calcoli: nel citato censimento, tra gli iscritti ai concorsi, i partecipanti a workshop ed eventi o i soci di sodalizi attivi…

Eppure le donne fotografano e hanno idee, fantasia, capacità di narrare, sensibilità musicale almeno quanto gli uomini. Perché allora questa inferiorità numerica del gentil sesso nell’AV? Forse perché, insieme alle doti artistiche, occorrono abilità tecniche poco affini allo spirito femminile? Oppure la minoranza dipende dal solito vecchio ma sempre attuale “ruolo” delle donne che, tra lavoro, casa e famiglia, non possono proprio passare ore e ore al computer per il montaggio di un AV, senza contare tutto il tempo che lo precede tra realizzazione delle fotografie, creazione dello storyboard e ricerca della musica?
In fondo, però, non è così importante capire “perché” ci sono poche autrici di audiovisivi. È invece decisamente più interessante provare a comprendere “come” le donne vi si esprimano e magari tentare di capire se ci siano delle caratteristiche – di contenuto e/o di forma – che siano distintive di un’opera al femminile, fosse anche solo una percezione che arrivi allo spettatore attraverso il soggetto scelto o il modo di rappresentarlo, l’idea o il messaggio, la fotografia o il suo utilizzo…

Esiste allora una “visione” femminile dell’audiovisivo? Proviamo a chiederlo a tre donne: Diana, Sandra e Francesca ci racconteranno la propria esperienza di autrici, come nasce per loro l’idea e come la sviluppano. Scopriremo opere totalmente diverse l’una dall’altra, così come loro tre sono decisamente diverse nell’aspetto, nelle scelte professionali e nel modo di vivere la propria vita. Intuiamo quindi un mondo parallelo a quello maschile, ricco di sfaccettature d’espressione per ogni individualità che le genera: e allora concluderemo che esiste non una visione, ma una “multi-visione” al femminile nell’audiovisivo.


Fermo immagine e movimento, un viaggio tra cinema e fotografia.

Spazio contemporaneo “Carlo Talamucci” – domenica 17//ore 10:15

Luisa Bondoni

Un racconto all’interno della storia del cinema per individuare il suo rapporto con la fotografia, per raccontare come il fermo immagine sia fondamentale nello sviluppo della narrazione, analizzando i più celebri registi e le più famose pellicole cinematografiche. E come ancora oggi davanti al grande schermo esclamiamo “Che bella fotografia!” 


Il racconto dentro l’immagine

Spazio contemporaneo “Carlo Talamucci” – domenica 17//ore 11:45

Margherita Restelli//Federico Lagna

Cosa guarda il nostro occhio quando osserva una immagine? Quali sono le storie che stanno dietro alla disposizione degli oggetti e delle persone in una foto? Quando si racconta senza parole bisogna rendere ancora più affilata ed efficace la propria capacità narrativa. Una breve introduzione alle tecniche narrative e allo storytelling per immagini, per scoprire la potenza che sta dietro la messa in scena a cominciare da un singolo fotogramma.