Francesca Gernetti

Francesca Gernetti //

Affascinata dal colore, sedotta dal bianconero, in continua esplorazione e sperimentazione di cromie ipersature o desaturate, oscillo tra la rappresentazione geometrica della realtà e le suggestioni visive delle riprese libere.

Relatore: Donne multivisionarie

Spazio contemporaneo “Carlo Talamucci”

sabato 16//14.15

Poliedrica. Eclettica. Versatile. Nella vita privata, nell’attività professionale e nella passione fotografica sento la mia identità nel dualismo delle opposte attitudini che coesistono in me in feconda armonia: sono infatti razionale, metodica, precisa, rigorosa… ma anche creativa, fantasiosa, estrosa…

So da dove provengono, questi miei modi d’essere, e ne conosco gli intrecci. La mente pratica, la capacità d’analisi e di reperimento delle soluzioni sono l’eredità logica dello studio del greco, che però mi ha trasmesso anche la sensibilità per le sfumature di parole e concetti. Lo spirito artistico, il pensiero creativo, il sentimento del bello provengono da una formazione tra letteratura, teatro, arte, che però mi ha insegnato anche il valore dei canoni. L’autodisciplina e la determinazione all’obiettivo derivano dallo studio giovanile della danza classica e del pianoforte, a cui devo però anche il mio forte senso del ritmo e dell’armonia.

Ciò che mi ha formata è antico, classico, tradizionale, è un background che non dimentico e anzi continua a riaffiorare, ma la modernità mi appartiene parimenti, avendo io grande affinità con la tecnologia e i nuovi media, e la contemporaneità di continuo mi contamina e ispira con le sue immagini, i suoni, le parole…

Così, oggi, io sono l’evoluzione e il risultato di ciò che sono stata prima (quindi probabilmente l’anteprima di ciò che sarò in futuro), con la fortuna di poter fare ciò che mi appassiona.  Il mio lavoro, per esempio, come consulente esperto di stampa e packaging, costruito di esperienza in esperienza dopo la laurea in lettere antiche. E la fotografia, approcciata con l’analogico e maturata nel digitale, in cui sempre più confluiscono e da cui trapelano i miei due modi d’essere, di sentire, di vedere, di esprimermi: la rigorosa precisione e la libera fantasia. Poli opposti anche della mia personalità fotografica, quindi, che potrei descrivere così: affascinata dal colore, sedotta dal bianconero, in continua esplorazione e sperimentazione di cromie ipersature o desaturate, oscillo tra la rappresentazione geometrica della realtà e le suggestioni visive delle riprese libere, tra minimalismo e fotodinamismo, spaziando dalle immagini singole di ricerca alla multivisione artistica.

Quest’ultimo modo espressivo è in realtà il primo a cui mi sono appassionata fin dai tempi dei carousel di diapositive e delle centraline a impulsi, perché appaga la mia indole narrativa. Diaporama, audiovisivo, multivisione, videoarte… in fondo faccio da sempre la stessa cosa, raccontare: solo che all’inizio le mie storie, pur di fantasia, raccontavano di luoghi, cose e persone oggettivamente visibili e raffigurati, mentre ora è la soggettività del mio vedere fotografico a farsi mezzo narrativo di qualche mio pensiero da trasmettere agli altri.

[socia attiva della DiAF e di Aidama, con multivisioni e fotografie singole conseguo numerosi riconoscimenti in Italia e all’estero]

https://www.francescagernetti.it/